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giovedì 25 febbraio 2010

La Calla

ORIGINE, NOME, SIGNIFICATO


immagine presa dal web

La calla è un fiore originario delle zone dell'Africa centro-meridionale che cresce spontaneo in varie regioni comprese fra Equatore e Capo di Buona Speranza, dove forma delicate piccole isole in cornici di paludi tropicali. è stata introdotta per la prima volta in Europa nel 1731.

Il nome botanico ufficiale della Zantedeschia (prima dell'800 chiamata Richardia) proviene da un tributo allo scienziato italiano Francesco Zantedeschi, fisico, medico e botanico vissuto tra il 1773 e il 1846. Si tratta però di una denominazione per lo più inutilizzata; per una singolare coincidenza linguistica, il fiore è universalmente noto con il medesimo nome in numerosi idiomi differenti: calla (dal greco kalos, bello), facile da pronunciare e memorizzare.

Nel linguaggio dei fiori la calla significa bellezza e instabilità. In età vittoriana, epoca ispirata alla riservatezza e gelosa delle tradizioni, la "bibbia del linguaggio muto dei fiori" di Miss Corruthers elesse la calla come simbolo della raffinatezza e della nobiltà: il fiore divenne il regalo adatto a suggellare un'amicizia importante o una dichiarazione di stima. I giardinieri del secolo scorso la chiamavano "il fiore della linearità modernista", poiché con il suo aspetto semplice e composto, incarnava un'idea sobria, diventando il fiore simbolo del periodo Liberty. E oggi, secondo le tendenze che valorizzano le linee pulite, discrete e misurate, la calla è considerata assolutamente trendy. Il galateo suggerisce che i bouquet con calle bianche siano riservati esclusivamente alle spose, ma permette che siano utilizzati in cerimonie quali battesimi, comunioni e cresime poiché il bianco ricorda la purezza, l'innocenza e il pudore ed esprime un sentimento puro e sincero.

fonte, e link interessanti..

martedì 2 febbraio 2010

Vite


significato : unione e amicizia come l'Olmo.. (fonte: )

fonti: www.oltreweb.it/vino_mito.php
A. Cattabiani
Wickipedia
Vino e mitologia

La mitologia è, fra tutte le rappresentazioni, quella che meglio esprime la duplice natura del vino e con essa, anche la duplice natura dell'uomo. Lungo la storia della civiltà, il vino è sempre stato consederato misticismo e trasgressione; è innalzamento dello spirito, ma strumento di perdizione, in una doppia accezione che lo stesso Dioniso, Bacco per i Romani, incarna perfettamente: è infatti un satiro, mezzo uomo e mezzo capro, quasi a voler significare l'estrema ambivalenza, o convivenza, all'interno della stessa persona, di umanità e bestialità che il bere vino - in eccesso - rende evidente.

Il mito e il vino sono entrambi strumenti della ricerca di un senso, descrivono il desiderio dell'uomo di oltrepassare i propri limiti, materiali e mortali, perchè è in questo perenne sforzo che la vita assume un significato più alto. Come la religione cristiana non mette termine alla vita, attraverso il mistero dell'esistenza ultraterrena, la mitologia affida al vino quell'estasi liberatoria e rivelatrice che è soprattutto superamento della propria individualità.

Il vino quindi è bene e male, è lecito e inlecito, è vizio e virtù: per non soccombere a questa dicotomia di eccessi l'unica sintesi possibile, suggerita dalla stessa saggezza antica, è la ricerca della misura, perchè il vino doni gioia, sia utile all'ispirazione filosofica e poetica, rallegrando il cuore dell'uomo senza ebbrezza.

Bacco...

La leggenda racconta che Dioniso, figlio di Zeus e di una mortale, Semele, nacque addirittura due volte. La madre infatti fu uccisa dalla vendetta della gelosa Era - che mai perdonava le amanti del suo divino consorte - quando ancora non aveva messo al mondo il fanciullo. Attirata con un tranello, Semele fu fulminata dai dardi infuocati del re degli dei di cui nessun mortale poteva reggere la vista. Zeus riuscì comunque a salvare il feto di Bacco, che completò la propria gestazione all'interno della sua coscia. Per sottrarre il fanciullo a nuove ire della moglie, Zeus lo affidò alle cure delle ninfe di Nisa. Una volta cresciuto Dioniso si allontanò dalla casa scelta dal padre e viaggiò a lungo per il mondo insegnando all'uomo la coltivazione della vite che lo stesso aveva creato. Per questo Dioniso è dio della vegetazione e della terra fertile, oltre che della vite e del vino. Ad esso erano collegati i riti orgiastici e il mito delle Baccanti.

LA PIANTA:

Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Rhamnales
Famiglia: Vitaceae
Genere: Vitis L., 1753

Specie
Vitis acerifolia
Vitis aestivalis
Vitis amurensis
Vitis arizonica
Vitis x bourquina
Vitis californica
Vitis x champinii
Vitis cinerea
Vitis x doaniana
Vitis girdiana
Vitis labrusca
Vitis x labruscana
Vitis monticola
Vitis mustangensis
Vitis x novae-angliae
Vitis palmata
Vitis riparia
Vitis rotundifolia
Vitis rupestris
Vitis shuttleworthii
Vitis tiliifolia
Vitis vinifera
Vitis vulpina

La vite (Vitis, L.) è un genere di piante arbustive della famiglia delle Vitacee, anticamente chiamata Ampelidacee.

La specie più nota del genere è Vitis vinifera L., da cui si ricava l'uva e il vino.

Specie

Il genere Vitis comprende numerose specie:

Vitis vinifera L., una specie coltivata fin dall'antichità;

Altre specie, prevalentemente selvatiche, sono :

Vitis labrusca, la vite americana (in inglese fox grape, in quanto l'uva ha un gusto "selvatico" poco apprezzato in Europa);

Vitis riparia;

Vitis rupestris;

Vitis berlandieri (o vitis cinerea).

Poco sensibili alla fillossera, un afide parassita che attacca le viti europee, queste specie, così come i loro ibridi, vengono utilizzate sia come portinnesto (arbusto su cui innestare le barbatelle dei vitigni), sia come incrocio con alcune varietà di Vitis vinifera per la produzione di uva da vino.

L'uva della Vitis labrusca, e dei suoi ibridi con Vitis vinifera, può essere vinificata e si ottengono vini come il Fragolino (al sapore di fragola) o il Clinton, che fino a pochi anni fa erano prodotti tipici locali del Nord-Est d'Italia.

Vista la concorrenza che questi vini a basso costo ed alta produttività (e limitata qualità), procuravano al mercato dei vini di alta qualità e costo prodotti dalla vite europea (Vitis vinifera) l'Unione Europea ne ha vietato la produzione. Risulta sostanzialmente come non documentata la nocività dei vini prodotti, in modo adeguato, da viti diverse dalla vinifera per cui è da ritenersi che le misure siano soprattutto di protezione nei confronti di materie e prodotti ritenuti di minor valore. Oggettivamente la produzione di vini da vitigni diversi dalla vinifera dà spesso prodotti di modesta qualità, sia per le diverse caratteristiche organolettiche oggettive (ad esempio, il sapore volpino), che per la scarsa tenuta all'invecchiamento.[senza fonte] La correzione di queste caratteristiche si pratica da un lato con procedimenti tesi a limitarle fino a dove possibile, ed in seguito con aggiunte come la zuccheratura (aggiunta di zuccheri o melasse) o altri correttori ed additivi, non previsti per la vinifera. D'altra parte gli stessi Stati Uniti e l'Australia distinguono nettamente tra i loro vini di alta qualità originati da vitigni di Vitis vinifera, di cui sono tra i maggiori produttori mondiali, ed i vini, prodotti marginalmente da viti autoctone americane o da ibridi. Ciò non toglie che, in condizioni commerciali particolari, in assenza di alternative ragionevoli per il clima, i vitigni americani o gli ibridi relativi sono coltivati per la vinificazione con discreti risultati in diversi paesi, come gli Stati Uniti, il Canada, Nuova Zelanda ed in Svizzera. In Svizzera, vista la resistenza naturale di Specie o ibridi diversi dalla vinifera agli infestanti, (soprattutto crittogame) recati dal clima, i vitigni ibridi interspecifici americani o le viti americane, sono diventate i vitigni d'elezione per l'agricoltura biologica; tra i vini ottenuti: il Marechal Foch, il Regent ed il Vidal Blanc.

Descrizione

La vite è una pianta arborea rampicante che per crescere si attacca a dei sostegni (tutori) mediante i viticci; se la pianta non viene potata può raggiungere altezze notevoli attaccandosi agli alberi; è dotata di un apparato radicale molto sviluppato, che può superare anche i 10 metri di lunghezza.

Il fusto è suddiviso nel ceppo (pochi decimentri immediatamente sopra il suolo), nelle branche (le prime ramificazioni che si dipartono dal fusto) e nei tralci che sono i rami di uno o due anni.

Le foglie, dette pampini, palminervie, alterne sono semplici e costituite da cinque lobi principali più o meno tagliati con forma di cuore alla base. Sono un carattere diagnostico importante per il riconoscimento dei vitigni della vite coltivata (Vitis vinifera sativa).

Infiorescenza

I fiori sono molto piccoli, di colore verdastro e raggruppati in infiorescenze a racemo. La vite selvatica è dioica (cioè con fiori unisessuali portati da individui diversi), le varietà coltivate sono state selezionate per portare fiori ermafroditi. I fiori hanno calice e corolla entrambi di 5 pezzi. Il calice, dopo la fecondazione, può rimanere nel frutto formando un cercine attorno al pedicello di ciascun acino. I petali della corolla sono saldati in alto. Il gineceo è formato da 2 carpelli e porta 4 ovuli. Gli stami sono 5 alternati ai nettari.

I frutti sono delle bacche (acini) di forma e colore variabile: bianchi, gialli, viola o neri, raggruppati in grappoli. Presentano un esocarpo spesso pruinoso (buccia), un mesocarpo con cellule piene di succo da cui si ricava il mosto (polpa) ed un endocarpo formato da uno strato di cellule che delimita le logge contenenti i semi (vinaccioli).

Coltivazione

La pianta della vite si adatta in genere ad ambienti con condizioni di clima e di terreno molto diversi tra loro, ma in genere, soprattutto per la produzione di uva da vino, esistono alcune limitazioni. Le zone di coltivazione devono trovarsi comprese quasi esclusivamente fra il 30° ed il 50° grado di latitudine nord e sud, e ad un'altitudine tra il livello del mare ed i 1000 metri circa. La temperatura non deve mai essere inferiore ai +15 °C. I terreni possono essere di varia tessitura (da argillosa a sabbiosa. La vite si adatta anche a terreni di limitata fertilità e tollera contenuti medio elevati di calcare. L'esposizione migliore è a sud, preferibilmente in zone collinari. La pianta della vite ha un ciclo biologico (vita) della durata di circa 40 anni; per i primi tre anni la pianta non è produttiva, il periodo migliore per la produzione di uva da vino va dal quinto al venticinquesimo anno. Non è comunque raro trovare vigne molto vecchie che forniscono ancora un ottimo prodotto. La vite ha un ciclo vegetativo annuale suddiviso in periodi; ogni periodo prende il nome di "fase fenologica".

USI "CURATIVI"

Il decotto di foglie giovani raccolte da maggio ad agosto, ed essiccate al sole, ha proprietà astringenti per la presenza di tannino

Le foglie fresche per uso esterno sono curative delle malattie cutanee

Il decotto di foglie per uso esterno serve per irrigazioni, impacchi e lavaggi

I frutti raccolti quasi a maturazione hanno proprietà rinfrescante, disintossicante, diuretica, depurativa del sangue, idratante, vitaminica, energetica, contro l'acidosi, stimolante la digestione, lassativa e antireumatica

Il succo deli acini d'uva filtrato, serve per uso esterno per curare pelli grinzose e come maschera di bellezza

Il decotto di uva passa secca (uva sultanina, zibibbo, malaga, uva di Corinto) ha proprietà emollienti, bechiche ed espettoranti

Il vino d'uva bevuto con moderazione ai pasti, ha un'azione diuretica, tonica, digestiva, antianemica

L'uva ben matura consumata come frutta da mensa, viene utilizzata per la cura dell'uva o ampeloterapia, nelle persone defedate, anziani e bambini, colpiti da varie malattie.

Fitoterapia: dai semi di Vitis vinifera varietà rubra vengono estratti dei particolari flavanoli denominati OPC che hanno dimostrato ampiamente attività antiossidante, antiradicali liberi, vasoprotettiva, antiflogistica, immunostimolante. Consigliabili, a giusta titolazione, soprattutto nell'insufficienza venosa e nella sindrome emorroidaria.

Recente è l'isolamento di un fenolo (stilbene) composito derivato dalle bucce e dai semi, il Resveratrolo che sembra avere in natura proprietà protettive ed antimicotiche (antimuffa) nell'acino. Per la salute umana il Resveratrolo ha presentato spiccate attività antinfiammatorie ed antinvecchiamento, risulta inoltre essere un potente antiossidante, (antiteratogeno), agisce come fluidificante del sangue ed ha una notevole attività a prevenire i trombi e, unica sostanza nota, a rimuovere attivamente le placche occludenti i vasi.

Il contenuto nell'uva (parte commestibile), è massimo principalmente nelle bucce. Il contenuto varia molto in funzione della varietà; nei derivati succhi e vino, è solo nelle parti che prevedono la macerazione delle bucce da cui è estratto. Data la concentrazione relativamente bassa nel vino è sconsigliato farne uso terapeutico in questo senso. I derivati dal Resveratrolo sono prodotti farmaceutici.

fonti: wickipedia..

Fonti del sito


testi:

Alfredo cattabiani :

Florario per i fiori

Planetario per i segni zodiacali

Laura Rangoni:

Candele, influssi e poteri, medicina popolare

Fabio Nocentini

I Poteri magici del gatto

(per alcuni miei esperimenti e incanti)



Motse Osuna scrittrice spagnola

(da lì, alcuni incanti eoi ispirazioni)



Dorothy Morrison

L'arte della strega

(per l'articolo degli strumenti, divinazioni, ecc)



Dee e divinità
: tempio della ninfa prima del 2006

Incensi, di Marieanne e Patrick Caland

IMMAGINI:

le immagini dei miei avatar sono di diversi disegnatori ! deviantart, Gina, Jessica Pin Up, dorian cleavenger, victoria frances, thanya castrillion ecc !!

e altri nel web..